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Elezioni Assemblea Costituente Nazionale e Regionale dei Giovani Democratici

By admin | Ottobre 5, 2008

INSIEME PER RAPPRESENTARE MOLA!

17 Ottobre dalle 10.00 alle 18.00
18 Ottobre dalle 14.00 alle 24.00

contattaci

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Incontro Giovani Democratici

By admin | Ottobre 5, 2008

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Si terrà mercoledì 8 Ottobre 2008 alle ore 19:30, presso la sede provvisoria territoriale in via Silvio Pellico n.44, l’incontro settimanale dei Giovani Democratici;

per info:

e-mail: info@pdmola.net
info@gdmola.net

Tel. 3403372894

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Senza Paura

By admin | Ottobre 5, 2008

“C’è il rischio di un autoritarismo moderno”. Walter Veltroni, nel suo intervento alla Direzione Nazionale del Partito Democratico torna a parlare dei pericoli che l’Italia sta correndo. Una crisi della democrazia che denunciava già durante il discorso del Lingotto: “Io sono un moderato per natura. - spiega Veltroni - non dico cose estremiste ma metto in guardia da quello che vedo perché nella storia della società moderna ogni volta che si è intrecciata una crisi sociale con una crisi delle istituzioni democratiche, si sono vissuti sempre i tempi più bui”.

E’ sulla paura, e sul suo superamento come condizione indispensabile per un nuovo futuro, che verte gran parte dell’intervento del segretario del Pd. “Le recenti aggressioni a Parma, a Roma e a Milano – dice - indicano un male: quello del rischio della xenofobia, del razzismo che appaga chi ci prende i voti ma distrugge il tessuto sociale”. Il messaggio è un chiaro avvertimento alla maggioranza che cavalcando la paura ha distolto l’attenzione dai problemi reali del paese e predisposto la base per una pericolosa anomalia nel nostro sistema democratico. “Non ho paura di nessun regime – continua Veltroni - ma attenzione alle conseguenze del populismo della destra italiana”.

“Ci stiamo abituando a cose a cui non dobbiamo abituarci. Sento il dovere morale di costruire un’alternativa possibile in questo Paese altrimenti diventerà normale picchiare per strada un
ragazzo cinese”. Dalla sicurezza sociale a quella economica, l’intervento di Veltroni affronta in pieno le inquietudini del presente cercando di fornire quella alternativa necessaria al populismo demagogico della destra. Secondo il leader PD, il nuovo partito deve rappresentare “la forza che rassicura il paese, che non racconta balle agli italiani, che assolve il destino delle classi medie e risponde alle paure ambientali. Ha ragione Piero Fassino: c’è ancora molto da fare e un partito non si fa in qualche mese”. Ma elenca le cose fatte: lo statuto, la carta dei valori, la campagna elettorale, le primarie dei giovani, il tesseramento.

Il prossimo 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale organizzata a Roma, sarà una delle massime espressioni di questa alternativa che da voce a chi rifiuta di credere alle false promesse del governo. “La differenza tra noi e loro sarà che mentre loro scrivevano sotto il palco “contro il regime”, noi scriveremo ’salva l’Italia’. E cioè salva l’Italia dall’impoverimento, dal rischio
di perdere un ruolo internazionale, dal rischio di perdere i nostri valori”.
“Anziché pensare ai reali problemi dell’Italia - lo aveva tratteggiato bene il vicesegretario del PD Dario Franceschini nella relazione di apertura della direzione - la destra non fa altro che cavalcare la paura, e lo farà di nuovo durante la prossima campagna elettorale alle europee”. Invece il PD è “un partito nuovo, in una fase nuova della storia del pianeta, nato indipendentemente dai sistemi elettorali, nato per durare negli anni. Il PD, aggiunge il vice segretario, ha di fronte a se tante sfide e una di queste sfide “è proprio combattere contro quello che sta facendo la destra e cioè la disgregazione della società”. Per Franceschini “la sfida più grande è quella di diffondere il senso di una missione collettiva e solidale”.

I temi sociali saranno quelli che più di altri dovranno trovare una risposta nelle soluzioni proposte dal Partito Democratico. Cesare Damiano ne è convinto e invita a portare nelle piazze il messaggio che parli di “sicurezza sul lavoro, della perdita del potere d’acquisto delle famiglie,del precariato”.

La crisi finanziaria che in questi giorni sta facendo tremare i mercati mondiali è la risposta ad una politica fallimentare che la destra nel mondo non ha voluto evitare. L’ex ministro Giulio Santagata lo ricorda ai presenti e ai giornalisti: “Non lasciamo che la crisi passi come un accidente. - spiega - La crisi finanziaria non è figlia di nessuno, né tanto meno della globalizzazione”, ci sono responsabilità. Responsabilità a cui il PD deve fornire un’alternativa.

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Primarie dei Giovani: regolamento e modulo per la candidatura

By admin | Ottobre 1, 2008

Appuntamento al 17 e 18 ottobre 2008

Regolamento per le Primarie della Costituente dell’Organizzazione Giovanile del Partito Democratico
Scarica il modulo per la presentazione della candidatura alla carica di segretario politico nazionale dell’organizzazione giovanile del PD

Art. 1 Costituzione dell’organizzazione giovanile del PD

1.L’organizzazione giovanile del PD si costituisce mediante elezioni primarie aperte a tutti i giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni che sottoscrivono l’Appello per l’Organizzazione Giovanile del Partito Democratico, nel proprio territorio di appartenenza.
2.I partecipanti alle primarie, al momento del voto, versano la cifra di 1€ quale contributo all’autofinanziamento per lo svolgimento delle stesse.
3. Le elezioni primarie si terranno su tutto il territorio nazionale, il 17 e 18 ottobre.
4.I seggi rimarranno aperti dalle 10 alle 18 il 17 ottobre e dalle 14 alle 24 il 18 ottobre, fatto salvo per seggi speciali individuati in accordo con il CPR.

Art. 2 Il “Manifesto fondativo”

Il “Manifesto Fondativo” dell’organizzazione giovanile del PD, nello spirito della più ampia partecipazione, viene elaborato dal Tavolo Nazionale entro il 28 di settembre e rappresenta la base per la discussione politica nelle Assemblee Fondative Territoriali.

Art 3 Il Comitato Promotore Nazionale (CPN)

Il Comitato Promotore Nazionale coordina la fase costituente dell’organizzazione giovanile del PD. E’ convocato e presieduto da un dirigente del partito incaricato dal segretario politico.
Il CPN:
• Predispone la bozza di “Manifesto Fondativo”, lo inoltra ai Comitati promotori Regionali e Provinciali e ne cura la pubblicità e la più ampia diffusione fino alle Assemblee Fondative Territoriali.
• Predispone la Bozza di Statuto Nazionale che sarà emendata e approvata dall’Assemblea Costituente Nazionale
• Raccoglie le candidature a Segretario Nazionale ai sensi dell’art 6 comma 1 del regolamento
• Nomina i Comitati Promotori Regionali, composto ognuno da 5 a 15 componenti.
• In base al numero di componenti dell’Assemblea Nazionale stabilito all’art. 10 comma 1 del regolamento assegna ad ogni Provincia, in base ad un riparto Regionale, il numero loro spettante di delegati in ragione, per il 50% in base alla popolazione di ogni regione e per il restane 50% delle percentuali prese dal PD nelle elezioni della Camera dei Deputati in ogni singola regione.
• Decade al momento dell’elezione della presidenza dell’assemblea Nazionale.

Art 4 Il Comitato Promotore Regionale (CPR)

Il Comitato Promotore Regionale coordina lo svolgimento delle elezioni primarie dell’organizzazione in ciascuna regione.
Il CPR:
• Nomina i Comitati Promotori Provinciali composto ognuno tra i 5 e i 15 componenti.
• Nomina il collegio regionale dei garanti composto da 3 componenti.
• Svolge le funzioni di Presidenza dell’Assemblea Costituente Regionale.
• Decade al momento dell’elezione dell’assemblea Nazionale e Regionale.

Art 5 Il Comitato Promotore Provinciale (CPP)

Il Comitato Promotore Provinciale coordina la fase costituente dell’organizzazione in ciascuna provincia.
Il CPP:
• Coordina le primarie nel proprio territorio, garantendone il regolare svolgimento.
• Individua e gestisce l’apertura dei seggi elettorali. Per l’apertura di un seggio il CPP assicura, preventivamente, la presenza di un presidente e di minimo due scrutatori. Il numero dei seggi non potrò essere inferiore alla metà dei delegati assegnati ad ogni provincia.
• Assicura la massima partecipazione alle Assemblee Fondative Territoriali o d’Ambiente ed il regolare svolgimento delle stesse. Accoglie le dichiarazioni di intenti o gli ordini del giorno presentati, discussi nelle Assemblee Fondative Territoriali o d’Ambiente.
•Istruisce la presentazione degli stessi nelle Assemblee Regionali.
•Decade al momento della convocazione dell’assemblea nazionale.

Art 6 Candidatura a Segretario nazionale

1. La candidatura a Segretario nazionale deve essere presentata al CPN entro il 3 ottobre e deve essere corredata da almeno 600 firme in non meno di 5 regioni e almeno 50 in ognuna di esse raccolte su moduli nazionali scaricabili dal sito del Pd. Ciascun candidato, oltre a sottoscrivere il manifesto dell’organizzazione, è tenuto a presentare un proprio documento politico d’intenti.
2. Il segretario Nazionale è eletto mediante elezioni Primarie aperte a tutti i giovani tra i 14 e i 29 anni lo stesso giorno delle elezioni per i delegati all’Assemblea Nazionale e Regionale.

Art 7 Assemblee fondative, territoriali o di ambiente

1. Per favorire la più diffusa partecipazione possibile alle elezioni primarie e per stimolare la più ampia ed approfondita discussione politica sono organizzate Assemblee Fondative di carattere Territoriale o di Ambiente.
2. In tutte le Assemblee Fondative Territoriali o di Ambiente devono essere previste sedute di discussione e sul Manifesto Fondativo e sui documenti politici.
3. Le Assemblee Fondative Territoriali o di Ambiente si terranno tra il 4 e il 15 ottobre e saranno promosse dai CPP.
4. I nomi dei partecipanti verranno registrati in un apposito elenco dei partecipanti.

Art 8 Elezioni dei delegati all’Assemblea Nazionale.

1. Tutti i partecipanti alle Elezioni Primarie, previo il pagamento di 1 € e la sottoscrizione dell’Appello acquisiscono il titolo di fondatori dell’organizzazione giovanile del PD.
2. I dati dei partecipanti verranno registrati in un apposito albo degli aderenti.
3. Sarà cura della Presidenza del Seggio e riportare i risultati della discussione delle votazioni al CPP, nonché l’elenco dei partecipanti.
4. I delegati all’Assemblea Nazionale si eleggono con una lista unica aperta e la preferenza singola di genere. Ogni candidato può presentare la propria candidatura al CPP entro i tre giorni precedenti il giorno delle votazioni presentando un minimo di 30 firme. Ogni persona può firmare a sostegno di una singola candidatura.
5. Nel locale del seggio devono essere esposte le liste dei candidati e delle candidate a delegato.
6. Sarà cura del Presidente del seggio riportare al CPP i risultati delle votazioni.
7. Il CPP, d’intesa con il CPR e seguendo la normativa del CPN, prevede all’interno del territorio provinciale, l’ubicazione dei seggi che concorreranno alla elezione dei delegati all’Assemblea Costituente Nazionale. Per favorire la più diffusa partecipazione possibile alle Primarie tali luoghi dovranno essere luoghi di massima visibilità e presenza giovanile ( piazze, luoghi di studio, ecc…)

Art 9 Elezioni dei delegati all’Assemblea Regionale

1. Nello stesso giorno e negli stessi luoghi delle elezioni dei delegati all’Assemblea Nazionale avvengono le elezioni dei delegati all’Assemblea Regionale.
2. I delegati all’Assemblea Regionale si eleggono con una lista unica aperta e la preferenza singola di genere. Ogni candidato può presentare la propria candidatura al CPP entro i tre giorni precedenti il giorno delle votazioni presentando un minimo di 15 firme. Ogni persona può firmare a sostegno di una singola candidatura.
3. Nelle vicinanze del seggio devono essere esposte le liste dei candidati e delle candidate a delegato.

Art 10 L’assemblea nazionale

L’assemblea nazionale è composta da 1000 membri eletti in rappresentanza delle diverse realtà regionali.
• Proclama Segretario Nazionale il candidato che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, espressi in maniera libera e segreta.
• Qualora il documento presentato dal candidato non fosse approvato nella modalità suddetta si provvederà all’elezione del Segretario nazionale con voto segreto di tutti i costituenti nazionali.
• Emenda ed approva il Manifesto Fondativo.
• Elegge la direzione nazionale.
• Vota nome e simbolo dell’organizzazione.
• Approva lo statuto ( vedi partito!)
• Definisce il percorso di costruzione dei livelli territoriali.
• Convoca il primo congresso dell’organizzazione giovanile.
• Compie tutti gli adempimenti che l’assemblea stessa riterrà opportuno e svolge tutte le funzioni che gli saranno delegate dallo statuto nazionale.

Art 11 L’Assemblea Regionale

L’assemblea regionale è composta un numero di membri eletti in rappresentanza delle diverse realtà provinciali
• E’ l’organo di coordinamento e direzione politica dell’organizzazione giovanile all’interno del territorio regionale.

Art 12 Partecipazione on line

Il “Manifesto fondativo” sarà pubblicato on line su www.partitodemocratico.it i commenti,le osservazioni, le proposte di emendamento al manifesto raccolte via internet, saranno oggetto di discussione delle assemblee Fondative.

Art 13 Norme transitorie

1. Gli eletti di ciascuna provincia in assemblea regionale e nazionale hanno funzione di coordinamento politico fino a elezione degli organi territoriali;
2. L’ assemblea Regionale viene convocata per la prima volta dal CPR regionale;
3. Per quanto non previsto nel presente Regolamento si fa riferimento allo Statuto del PD e alle ulteriori deliberazioni del CPN che saranno emanate solamente ad integrazione del presente regolamento.
4. L’applicazione del presente regolamento è responsabilità del CPN che si costituirà in Ufficio Tecnico anche suddividendosi in commissioni al fine di garantire il corretto svolgimento del percorso costituente.

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La svolta

By admin | Settembre 27, 2008

Dopo giornate frenetiche la vicenda Alitalia è arrivata alla svolta. L’incontro a Palazzo Chigi tra esponenti del governo, sindacati e i vertici della Cai ha prodotti i suoi frutti. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno sottoscritto due protocolli con allegato un verbale di Colaninno che contengono le aggiunte sull’invarianza degli stipendi, precari e altri istituti contrattuali. La Cai assumerà 12500 dipendenti, mentre gli esuberi si assetano a 3250. Con ogni probabilità Air France sarà la compagnia straniera che si affiancherà alla Cai con una quota compresa tra il 10 e il 25%.
“L’accordo raggiunto - sottolinea Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro del Governo ombra del PD - con tutte le sigle confederali è un passo avanti importante che testimonia, come avevamo sempre sostenuto, la necessità di valorizzare il confronto, la trattativa e l’esame degli argomenti di merito, per dare quelle certezze sul futuro industriale e occupazionale di cui i lavoratori hanno e il Paese hanno bisogno”. Un risultato, aldilà delle polemiche pretestuose del presidente del Consiglio – aggiunge Damiano –, è anche il frutto dell’impegno costante e tenace del PD, teso alla ricerca di una conclusione positiva.

“Questa conclusione dimostra - spiega Antonello Soro, capogruppo PD alla Camera - che il governo ha sbagliato a sostenere esaurita la possibilità della trattativa, che Berlusconi ha negato molte verità in questi giorni agli italiani e che la mediazione è indispensabile per concludere gli accordi come questi e non gli ultimatum o minacce come è accaduto in queste settimane”.
“Credo che Berlusconi - ha concluso Soro - in questa trattativa abbia messo davanti più di una volta il proprio orgoglio, la propria vanità e un po’ di narcisismo, invece di cercare di risolvere la questione”.

La soluzione positiva, come osserva il senatore PD Paolo Nerozzi, “dimostra che, al contrario di quanto ha voluto far credere il premier, l’atteggiamento della Cgil e del suo segretario è sempre stato teso ad un miglioramento dell’accordo e non al suo fallimento”. In questo quadro generale, aggiunge Nerozzi, “è da apprezzare la disponibilità di Cai a ricuperare parte dei precari che fino ad oggi operavano per Alitalia e che a causa della loro condizione non avrebbero potuto godere di alcuna tutela” Inoltre “l’apertura a favore di un vettore internazionale è una novità da accogliere con favore, come richiesto sia dal PD che dalla Cgil, in quanto è garanzia di competitività sul mercato internazionale, così come l’accordo raggiunto su una meno traumatica modulazione dei salari.

Ora, ribadisce Pierpaolo Baretta,capogruppo del Pd in commissione Bilancio, “serve un piano industriale che permetta ad Alitalia di essere realmente competitiva sul mercato internazionale. L’iniziativa del Pd e le posizioni assunte in questa crisi hanno contribuito ad evitare il fallimento e a dare una nuova prospettiva al sistema del trasporto aereo italiano”. “Il positivo passo compiuto - sottolinea Andrea Martella ministro delle Infrastrutture del Governo ombra del PD - testimonia la bontà delle posizioni di Veltroni e del PD che in queste settimane hanno sempre lavorato per avvicinare le
parti nell’interesse dei lavoratori e del Paese. La nostra convinzione era che, con realismo e buona volontà reciproca, si potesse scongiurare la rottura, come poi è accaduto”. “Nell’interesse del Paese - precisa Marina Sereni - vice presidente dei deputati PD - il PD ha lavorato per favorire questa soluzione positiva, dando così una lezione a chi, nel governo e nella maggioranza, per mesi, ha percorso la strada della strumentalizzazione e dell’insulto per miopi calcoli politici”.

Negli studi di Porta a Porta, dove sta registrando la puntata odierna il segretario del PD, Walter Veltroni, chiarisce di aver svolto un ruolo costruttivo nella soluzione della vicenda Alitalia cercando di riavvicinare Cai e sindacati in collaborazione con Gianni Letta.
“Fino a due-tre giorni fa la vicenda era drammaticamente conclusa - ricorda il segretario del PD - la Cai aveva ritirato l’offerta, la negoziazione sindacale era finita, il rischio era di vedere oggi gli aerei fermi e una catastrofe per il Paese. Ho fatto semplicemente quello che sentivo in dovere di fare: cercare di dare una mano per una conclusione positiva”. “Ho cercato - aggiunge - di costruire le condizioni per una disponibilità dei sindacati nel rispetto della loro autonomia tenendo informato Gianni Letta che si è speso per una soluzione positiva, io e lui apparteniamo alla stessa cultura delle Istituzioni: Non ho la presunzione di dire che sia stato merito mio” ma chiaramente la lettera e la mediazione avvenuta con le parti ha contribuito notevolmente alla soluzione della vicenda.

Sono stati giorni molto difficili quelli che hanno preceduto l’accordo. Da una parte le farneticanti dichiarazioni di Berlusconi, in versione “presidente faccio tutto io, è tutto mio”, che non sapendo come risolvere la questione ha preferito sparare bordate contro il Pd ed il suo segretario. Agli insulti e urla berlusconiane si contrapponeva la proposta e la logica di Veltroni che con la sua lettera ribadiva la triplice necessità di a) riavvicinare la posizione della Cai alle richieste dei sindacati, b) di riprendere i negoziati sia con la cordata degli imprenditori italiani, sia con i soggetti esteri interessati alla partnership nell’Alitalia, c) di concludere, in tempi brevissimi, un accordo tra il commissario Fantozzi e i sindacati.

E mentre il premier, che annunciava di non partecipare all’assemblea ONU per seguire le vicende Alitalia e si recava in Umbria in un centro relax a smaltire le troppe tossine come riferisce repubblica.it, la diplomazia e gli incontri tra le diverse parti in causa sembravano dare ragione alle proposte di Veltroni. La posizione Cai si era ammorbidita sulle esigenze dei dipendenti Alitalia. Lo stesso Epifani aveva dichiarato che “il piano è cambiato, si può firmare”. Infatti, al personale di terra verrà garantita l’invarianza della retribuzione a fronte di un incremento di produttività; agli assistenti di volo non scatterà più la decurtazione dello stipendio al terzo giorno di malattia; sarà garantito un fondo dal quale attingere per le eventuali nuove assunzioni di lavoratori precari.

All’insufficiente cordata italiana, in un secondo momento, verrà affiancata l’entrata di una compagnia straniera. In pole-position ci sono i tedeschi della Lufthansa e AirFrance. Il governo non ha mai nascosto di voler preferire la prima: la compagnia di Colonia ridarebbe lustro a Malpensa evitando i crescenti dissapori della Lega all’ingresso straniero e consoliderebbe l’accordo di parternship già esistente con Airone. Rimane mal celato il fatto che accanto alla scelta tedesca, il governo non vuole perdere la faccia nell’ammettere quanto il Pd va dicendo da tempo: l’accordo con AirFrance era ed è il più solido a livello economico, di rilancio della compagnia di bandiera e di tutela dei lavoratori. I francesi inoltre giocano sul fatto di aver un sistema di supporti operativi e logistici compatibili a quelli esistenti in Alitalia e il rischio di una forte penale nel caso in cui, con la nuova partnership tedesca, venisse rotta l’alleanza con Sky Team, che vede la partecipazione sia di Alitalia sia di AirFrance.

Indiscrezioni riportate dall’agenzia ApCom rivelano che, stando a non precisate fonti industriali, il gruppo franco-olandese è particolarmente interessato all’operazione Alitalia e che potrebbe rilevare una partecipazione tra il 10% e il 20% nel capitale.

A.Dra

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Delitti motivati dall’odio prima firmataria: Anna Paola Concia

By admin | Settembre 27, 2008

Con un unico articolo, la proposta di legge introduce specifiche misure contro i reati motivati dall’odio verso le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali. Di fatto, viene aggiunta la fattispecie della discriminazione per ragioni di orientamento e identità sessuale al testo della legge Mancino che punisce già l’istigazione e i delitti motivati dall’odio etnico, religioso e razziale.Con questa proposta l’Italia si adegua alla risoluzione “Sull’omofobia in Europa”, (n.0018/2006), del Parlamento Europeo, approvata il 18 gennaio 2006, a larga maggioranza, con voto favorevole di gran parte dei membri del Partito popolare. La risoluzione parifica l’omofobia e la transfobia (odio verso le persone transessuali) al razzismo, al sessismo e all’antisemitismo. La risoluzione invita  invitato gli Stati a prendere misure di carattere penale per contrastare il fenomeno. L’intento è stato ribadito anche nel 2007 con un nuovo atto dai simili contenuti.Francia, Germania, Norvegia, Svezia, Olanda, sono solo alcuni degli stati che hanno già adottato le misure caldeggiate dal Parlamento Europeo.Secondo i dati forniti dall’Arcigay, tra il 2006 e il 2007 si sono registrati almeno 43 reati tra omicidi, violenze e atti vandalici che hanno causa nell’odio omofobico. Nel 2008, solo nella città di roma, sono stati commessi almeno sette gravi atti di violenza omofobica.


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Il Programma completo di FestaBari - dal 30 settembre al 5 Ottobre presso lo Stadio della Vittoria

By admin | Settembre 27, 2008

Pubblichiamo il Programma completo della Festa provinciale del Partito Democratico di Bari, che si svolgerà dal 30 settembre al 5 Ottobre p.v. presso lo Stadio della Vittoria. Per scaricare il programmma cliccate qui   public/pdbari_it/festa 2008/programma_festa_pd_2008.doc

per maggiori informazioni sulla festa visitate www.festabari.it

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Ci tagliano il futuro

By admin | Settembre 10, 2008

ta“Ci sono aree sulle quali è necessario operare tagli. Ma non è certo quello della scuola il settore in cui portare la spesa pubblica al di sotto della media europea. Il futuro dell’Italia si gioca su formazione, scuola, ricerca e università”. In un’affollata conferenza stampa tenutasi presso la sede del PD di Sant’Andrea delle Fratte a Roma, il segretario Walter Veltroni attacca il governo, criticando aspramente i tagli operati nel settore della pubblica istruzione.

7 miliardi e 800 milioni di euro di tagli in tre anni. 87mila insegnanti in meno, 42mila di personale Ata. La scuola passa da settore strategico a solo capitolo di spesa. Con conseguenze disastrose. “Non c’è nessuna ispirazione strategica dietro queste scelte, ma solo drammatici effetti. Il primo – spiega Veltroni – è la conclusione o la netta diminuzione del tempo pieno alle elementari e il tempo prolungato alle scuole medie”. Nonostante le vuote rassicurazioni del ministro Gelmini, infatti, “non ci sono le possibilità di mantenere gli standard attuali, ponendo così fine ad un’esperienza educativa e sociale importantissima”.

Sì, perché, sottolinea il leader del PD, “la scuola non deve essere un ammortizzatore sociale ma è il primo grande luogo che fa della giustizia sociale e delle pari opportunità il proprio obiettivo prioritario”. Altro effetto indesiderato dei tagli alla scuola, “è la chiusura degli istituti in tanti piccoli centri, nelle isole minori e nei comuni di montagna. Le conseguenze consisteranno in un aumento dei costi per gli enti locali, un aumento dei numeri nelle scuole, e, ancora più grave, un aumento dell’abbandono scolastico”.

Il terzo drammatico effetto della cura Tremonti-Gelmini è la “riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, all’interno del taglio del corpo insegnanti”. Dentro questo desolante quadro, la cosa più assurda è che “a pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta le donne. Donne insegnanti che lavorano, e donne che devono prendersi cura dei figli o degli anziani e che a causa del cambio di abitudini quotidiane, dettate dalla fine del tempo pieno, avranno mille difficoltà in più”. Ultima conseguenza di questa scellerata politica è che “si continua a penalizzare il lavoro degli insegnanti, degli insegnanti precari in particolare”.

Il messaggio lanciato oggi da Veltroni, affiancato dal ministro ombra dell’Istruzione Mariapia Garavaglia, dall’ex ministro Giuseppe Fioroni, dal ministro ombra per le Politiche giovanili Pina Picierno, e da Maria Coscia, deputato PD in commissione Cultura alla Camera, è chiaro: il tema della scuola, della formazione, dell’università rappresenterà una piattaforma fondamentale per quanto riguarda l’azione politica del PD. “E’ per questo – annuncia Veltroni – che abbiamo indetto per il 26, 27 e 29 settembre lo scuola day, in cui parlamentari ed esponenti del Partito Democratico incontreranno gli studenti e le famiglie”.

Secondo Veltroni, infatti, ciò che serve “è un patto forte tra le famiglie e la scuola”, altro che il voto in condotta e il maestro unico. “Governare – spiega – è qualcosa di diverso dal fare annunci. Una politica seria che trasformi la scuola in una risorsa invece che in un problema non si vede assolutamente”.

E’ a questo fine che il ministro ombra dell’Istruzione Mariapia Garavaglia rivolge “un accorato appello alla stampa per spiegare bene ai cittadini e all’opinione pubblica ciò che accadrà alla scuola italiana. Le norme che il governo ha messo in atto per decreto legge – evitando così il confronto parlamentare – sono una rovina per la scuola. Decreti che fermano il tempo, e che non danno futuro”. Secondo Garavaglia il governo vuole ripristinare “una scuola che non c’è più, quella di decine di anni fa. Si parla di merito – aggiunge – ma l’unico criterio che c’è dietro la riforma è quello economico-finanziaria. Come si potrà garantire il tempo pieno e prolungato se si tagliano classi, personale, insegnanti e intere scuole?”.

Secondo l’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni è impossibile. “Avevamo già incontrato mille difficoltà senza fare tagli al settore, ora è impossibile. Serve una riqualificazione della spesa pubblica, non tagli indiscriminati. Fare lo sconvolgimento della scuola tramite decreto è una vergogna”. L’ultimo regalo del ministro Gelmini, dunque “è una scuola più vecchia, in cui i precari che mandano avanti le classi da decine di anni sono visti come ‘parcheggiatori abusivi’ e vengono invitati a dedicarsi al settore turistico, invece che a quello dell’istruzione”.

Maria Coscia, dati alla mano, non può fare a meno di analizzare “l’effetto che questi provvedimenti avranno sulle abitudini quotidiane dei cittadini italiani. Alle 12,30 i bambini saranno a casa e rappresenteranno un problema soprattutto per le donne che lavorano. Vi sarà una riduzione drastica di tempo pieno e prolungato e delle attività pomeridiane dei ragazzi. Con la riduzione degli insegnanti, inoltre, aumenteranno le difficoltà di integrazione dei bambini rom e immigrati”. Addio anche ad ambizioni meritocratiche: “Per la valutazione del merito c’è bisogno di un piano straordinario di aggiornamento e formazione degli insegnanti”. Piano che ovviamente non è neppure stato messo in agenda dal governo.

Conclude Pina Picierno: “Società della conoscenza e diritto allo studio per noi non sono slogan, ma obiettivi. Nel merito e nella formazione sta il futuro buono del nostro Paese. Faremo di tutto in Parlamento per evitare questo sfregio”.

Stefano Cagelli

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Inflazione al 3,8%. Mai così alta dal ‘96

By admin | Luglio 15, 2008

Economia italiana in stagnazione nel biennio 2008-2009. I consumi e gli investimenti sono fermi. E’ quanto emerge dal Bollettino economico della Banca d’Italia, presentato in Parlamento dal governatore Mario Draghi, che sottolinea come “la domanda nazionale ristagnerebbe nell’anno in corso e crescerebbe di poco nel 2009, riflettendo dinamiche appena positive dei consumi e degli investimenti. Secondo Bankitalia “il reddito disponibile reale del settore privato verrebbe compresso dagli effetti della maggiore inflazione”. Per questo, evidenzia il Bollettino, “anche in presenza di una sensibile contrazione del saggio di risparmio, consueta nelle fasi cicliche negative, i consumi privati risulterebbero poco più che stagnanti sia quest`anno sia il prossimo”.

“Il reddito disponibile reale del settore privato verrebbe compresso dagli effetti della maggiore inflazione - si legge - sia per via diretta, a seguito del peggioramento delle ragioni di scambio, sia indirettamente (riflettendo le perdite di valore reale della ricchezza finanziaria indotte dall`accelerazione dei prezzi). Alla fine del biennio il potere d`acquisto sarebbe ancora inferiore a quello medio del 2007″.

“Anche in presenza di una sensibile contrazione del saggio di risparmio, consueta nelle fasi cicliche negative, i consumi privati risulterebbero poco più che stagnanti sia quest`anno sia il prossimo”, aggiunge Bankitalia.

L’ascesa continua dell’inflazione nei primi sei mesi del 2008 ha portato l’indice dei prezzi al consumo ai massimi dalla metà degli anni Novanta. Il Bollettino economico riporta poi che “nei primi sei mesi del 2008, sospinta dai rincari degli input alimentari ed energetici sui mercati internazionali, l’inflazione è cresciuta anche nel nostro paese. Il ritmo di aumento sui dodici mesi dell’indice armonizzato, usato in sede Ue, dei prezzi al consumo ha raggiunto il 4,0% in giugno”, in forte aumento rispetto al 3,1% di gennaio.

I rincari, aggiunge il rapporto, “hanno interessato anche alcuni servizi particolarmente sensibili all’andamento delle quotazioni delle materie prime”.

Banca d’Italia inoltre spiega che “in assenza dell`accelerazione dei prezzi osservata dal 2007 il reddito disponibile reale sarebbe cresciuto, sino alla metà del 2008, di oltre l`1 per cento in più di quanto non sia effettivamente avvenuto, e del 3 per cento se si tiene conto delle perdite di valore reale della ricchezza finanziaria. Ne sarebbe conseguita una crescita complessiva dei consumi nel biennio 2008-09 superiore di circa 2 punti percentuali a quella qui prefigurata”.

Per quel che riguarda gli investimenti aggiunge che “gli investimenti fissi lordi resterebbero pressoché invariati sui livelli del 2007, facendo segnare un incremento complessivo nell`arco del biennio pari a circa mezzo punto percentuale. Gli investimenti in costruzioni, cresciuti del 2 per cento nel 2007, decelererebbero gradualmente, risultando quasi stagnanti nel 2009″.

“L`accumulazione di capitale produttivo - conclude infine l’Istituto - già in flessione nella seconda metà dell`anno scorso, si contrarrebbe nella media del 2008 (dello 0,7 per cento) e sarebbe ferma ancora nel 2009. Tali valutazioni scontano, soprattutto, gli effetti sulle decisioni di investimento delle esili e incerte prospettive di domanda. Meno rilevante sarebbe l`effetto sull`accumulazione derivante dagli adeguamenti del costo del credito”.

L’impennata storica dell’inflazione è stata denunciata anche dall’Istat: a giugno si colloca al 3,8% contro il 3,6% di maggio. Il dato definitivo conferma la stima preliminare, è il più alto da luglio 1996. La variazione mensile è risultata pari allo 0,4%. L’indice armonizzato ha invece registrato un incremento tendenziale del 4%, per un andamento congiunturale in crescita dello 0,4%. L’inflazione depurata degli elementi volatili ha segnato un aumento del 2,7% contro il 2,6% di maggio, mentre il tasso acquisito, vale a dire quello che si avrebbe a fine anno se l’indice dei prezzi al consumo rimanesse invariato sui livelli di giugno, è pari al 3,2%. A spingere l’inflazione sono ancora i prodotti di prima necessità, gli alimentari e i carburanti. La nuova accelerazione “si deve all’intensificarsi delle tensioni al rialzo sui prezzi dei beni come effetto dell’accentuarsi delle spinte al rialzo nel comparto alimentare e in quello energetico” spiegano dall’istituto di statistica.

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,2%), trasporti (+6,9%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,1%). Una variazione nulla si registra per i servizi sanitari e spese per la salute, mentre calano i prezzi per le comunicazioni (-2,3%). Su base mensile gli aumenti più forti si sono verificati nei trasporti (+1,4%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%).

Pane e pasta. I prezzi di pane e cereali registrano un’ulteriore accelerazione passando dal +11,3% tendenziale di maggio al +11,6% di giugno, con un incremento congiunturale dello 0,6%: in particolare il pane segna un +0,2% su mese e un +13% su anno, mentre la pasta segna un +1,6 % congiunturale e un +22,3% tendenziale. I prezzi degli alimentari hanno registrato un +0,4% congiunturale e un +6,1% tendenziale (dal 5,7% di giugno).

Ombrellone, camping, trasporti. E se sono ancora alimentari e carburanti le voci che fanno accelerare l’inflazione a giugno (secondo una tendenza che si registra ormai da mesi), i dati resi noti dall’Istat segnalano aumenti anche per voci come stabilimenti balneari (+9% sull’anno) e servizi camping (+6,2%), che in questo momento dell’anno pesano particolarmente sulle tasche dei cittadini. In rialzo anche trasporti aerei (+13,4% tendenziale) e marittimi (+9,3%). E se il tasso di inflazione è al 3,8%, per i beni a più alta frequenza di acquisto (in cui rientrano cibo, tabacchi, affitto, trasporti urbani, beni per la casa) il carovita è al 5,8%: si tratta del livello più alto dal 1997.

In forte tensione anche il comparto energetico, dove si registra un aumento dei prezzi del 14,7% tendenziale (dal 13,1% di maggio) e del 2,8% su base mensile. L’aumento congiunturale è dovuto soprattutto ai carburanti, in particolare al gasolio, i cui prezzi in un mese sono cresciuti del 5,4%, portando l’aumento tendenziale a sfondare il +31,1% (dal 26,3%); la benzina in un mese è aumentata del 4,5% e in un anno del 12,5% (dall’11,1%).

Benzina e gasolio toccano oggi un nuovo prezzo record, spingendosi fino a quota 1,560 euro al litro.

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Altro che sicurezza

By admin | Luglio 7, 2008

L’immigrazione come un problema di polizia. Che non guarda in faccia all’età di chi si ha di fronte e prende le impronte ai bambini. Mentre si tagliano i fondi per le forze di polizia. E’ il quadro tratteggiato da PDL e Lega in neanche due mesi di governo. La sicurezza vista da destra appare sempre più una bomba pronta ad esplodere.

Così le forze di polizia “si sentono tradite rispetto alle promesse elettorali”. Lo ha detto il segretario del PD, Walter Veltroni, dopo un incontro con i sindacati delle forze di polizia. “Sono molto allarmati e condividono le nostre preoccupazioni del resto tagliare 6.000 agenti, come fa il governo, non è certo il modo migliore per corrispondere alle esigenze di sicurezza. Si tratta di un taglio consistente”.

IL PD ha incontrato i sindacati delle forze dell’ordine. Nel pomeriggio Veltroni, Marco Minniti e Roberta Pinotti, ministri ombra degli Interni e della Difesa hanno incontrato a Montecitorio i sindacati di Polizia, Guardia Forestale e Guardia di Finanza, che hanno espresso la loro preoccupazione per i tagli previsti dalla manovra finanziaria al ministero dell’Interno. I sindacati hanno espresso la loro preoccupazione in un documento unitario per segnalare il loro allarme e il PD si è detto pienamente disponibe ad un impegno immediato in Parlamento per correggere gli aspetti abnormi della manovra. “Innanzi tutto - ha detto Minniti - sul tema degli stipendi, perchè questa categoria vive con 1200 euro al mese, cioè è a un passo dalla soglia di povertà. L’altro aspetto è la funzionalità delle operazioni di ordine pubblico, cioè macchine, benzina e straordinari”. Pinotti ha aggiunto che le forze di Polizia hanno criticato il governo per l’uso dell’esercito nelle città definendola “una trovata propagandistica che dimostra poca attenzione verso la professionalità di polizia ed esercito, una soluzione che insomma non dà risposte ai problemi di ordine pubblico”. Domani la delegazione del Pd incontrerà i Cocer, i rappresentanti sindacali dell’Esercito: “Il ministro La Russa - ricorda Pinotti - aveva annunciato in commissione un aumento delle risorse fino all’1,25 del Pil, ma finora quello che abbiamo visto è una riduzione ulteriore dei fondi alla Difesa che scenderanno al di sotto dello 0,96 deciso dal governo Prodi. Non è serio per un governo dire alle Forze armate che taglierà i fondi pretendendo le stesse prestazioni”.

Città più sicure e meno fondi alla sicurezza. “C’è grandissima preoccupazione che questi tagli mettano in discussione la funzionalità dei compiti di ordine pubblico - ha detto il ministro-ombra dell’Interno - i tagli di 1 miliardo di euro alla voce ‘ordine e sicurezza’ del Viminale rischiano di portare al collasso il settore. Si vede che la politica di annunci fatta dal governo sulla sicurezza era solo una cortina fumogena per nascondere il cuore dell’operazione, si è parlato di esercito nelle città, di impronte ai rom, ma nessuno ci ha detto che il piano del governo era un progetto di tagli di una pesantezza straordinaria e che contraddice tutti gli impegni presi. E’ una gigantesca schizofrenia: il decreto non è più sulla sicurezza - denuncia Minniti - perchè nei primi tre articoli si introduce maggiore severità sui reati di allarme sociale, ma poi il governo ha presentato emendamenti per bloccare gli stessi processi: per furto, rapine, violenza sessuale. Tutto per bloccare un processo in particolare. Insomma- sottolinea Minniti - si dice una cosa e se ne fa un’altra: il governo sta tagliando 1,5 miliardi di euro per i prossimi tre anni al ministero dell’Interno”.

Una gigantesca schizofrenia denunciata da Marco Minniti e dal capogruppo alla Camera, Antonello Soro, fin dal mattino del 1° luglio, durante il convegno con i parlamentari eletti all’estero Migranti come noi. Accoglienza, integrazione, sicurezza.

“Prendere le impronte ai bambini rom è eticamente inaccettabile, stiamo parlando di bambini che magari poi si troveranno in una classe, a sette anni, insieme ad altri bambini ai quali non saranno prese le impronte. Cosa vogliamo fare, iniziare a discriminare i bambini da piccoli?” si chiede Walter Veltroni, segretario del Parito Democratico.

“Fa male il governo a non ascoltare quello che gli viene detto da una parte importante dell’opinione pubblica del nostro paese, internazionale e del mondo cattolico. Far finta di non capire quello che sta avvenendo è grave”. Così il ministro dell’Interno del governo ombra, Marco Minniti sull’atteggiamento della maggioranza nei confronti delle critiche ricevute sulla proposta di rilevare le impronte digitali anche ai minori omadi. “Quel provvedimento - aggiunge - evoca odiose discriminazioni. E’ una scelta sbagliata su cui è giusto fermarsi. Andare avanti comunque dimostra una scarsa capacità di ascolto”. Secondo Minniti se si vuole affrontare il tema dell’immigrazione dei bambini rom, “bisogna chiedere alle comunità che li mandino a scuola e che il rispetto di questo dovere sia la condizione per avere altri diritti: se i bambini vengono mandati a scuola si ha la possibilità di censirli e di integrarli. L’idea di sottoporli a pratiche che non hanno uguali verso gli altri cittadini italiani o europei è una grande discriminazione”.
L’intervento di Marco Minniti
Per Antonello Soro“serve attenzione e piena accoglienza, in questo l’Europa è un riferimento ineludibile per l’integrazione. Questa è una sfida di lungo periodo, mentre la vicenda delle impronte digitali testimonia la prospettiva in cui si muove questo governo, certo è curioso che Famiglia Cristiana viene considerata solo quando attacca noi. Oggi in Italia c’è una grande divaricazione tra la domanda di sicurezza e le risposte che vengono date, è propaganda schierare l’esercito nelle strade, si punta alla pancia degli italiani. Purtoroppo i media non sottolineano la contraddizione che c’è nel tagliare oltre un miliardo di fondi per la sicurezza e 150 milioni per l’integrazione”.
L’intervento di Antonello Soro
Duri col crimine e con le cause del crimine. “Noi dobbiamo riconquistare credibilità su questo terreno – spiega Soro - ma le nostre risposte non possono essere le stesse della destra. ‘Duri col crimine, duri con le cause del crimine’ era lo slogan efficace di Tony Blair e può diventare il nostro manifesto. Le misure del governo vanno giudicate non solo per la loro efficacia, che valutiamo insufficiente, ma anche per il loro significato politico-culturale che riteniamo sbagliato e pericoloso”. Dello stesso avviso Minniti, secondo il quale “un’idea alternativa si gioca anche sui valori e il PD deve avere concretezza programmatica ma anche valori, perchè senza i valori ci mancherà l’anima. Non è vero che la sicurezza non è né di destra né di sinistra, serve fare un passo avanti. Nel modo di affrontare l’emergenza sicurezza il PD non gioca con i valori. Non è un tema degli altri di cui ci occupiamo, ma un tema nostro su cui il nostro punto di vista può essere migliore di quello degli altri. In commissione il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per il 90% del tempo ha parlato solo di immigrati. Ho tentato di ricordargli che lui non è il ministro dell’immigrazione ma il ministro degli interni, ed a richiamarlo sulle altre politiche di sicurezza ma non c’è stato nulla da fare”.

Maurizio Chiocchetti, responsabile Pd per gli italiani nel mondo è intervenuto partendo da un parallelo con gli Stati Uniti: “Andare a Ellis Island, l’isola di fronte alla Statua della liberta che era la porta per la speranza per milioni di persone in attesa di entrare negli USA ed oggi museo delle migrazioni, dà un impatto emozionante. Gli Stati Uniti erano molto severi con tutti gli immigrati, ma subito dopo sono divenuti solidali garantendo ’integrazione civile, sociale, politica. Facendo zapping sulla tv statunitensi ho visto che si parla dell’Italia solo per le impronte digitali ai bimbi rom. Una cosa che fa rabbrividire al di là dell’orientamento politico. È fuori dal mondo. Siamo stati migranti, dobbiamo dare un approccio globale al problema e non ridurci all’equazione immigrazione-sicurezza. È un binomio culturale che non va”.

M.L. partitodemocratico.it

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