MOLA JAZZ FESTIVAL 2009: SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ GRANDE MUSICA IN PIAZZA
Posted on giugno 19, 2009
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Anche questa estate la grande musica jazz passa da Mola.
Sabato 20, domenica 21 e lunedì 22 giugno torna “Mola Jazz”, la rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune.
La formula è quella collaudata negli ultimi anni e confortata dal gradimento del pubblico e dall’apprezzamento degli addetti ai lavori: concerti di livello internazionale a ingresso gratuito in piazza.
Anche quest’anno il cartellone propone nomi di assoluto valore nella scena jazzistica mondiale. L’apertura di alcuni di questi concerti, novità di questa edizione, sarà affidata ad alcune delle realtà più significative della scena jazz pugliese, una tra le più vivaci e interessanti al livello nazionale.
“Quella di “Mola jazz” – ha detto l’assessore alla cultura Tonio Bellantuono - è una esperienza di successo che continua e cresce guardando con curiosità al territorio. Un progetto nato grazie a URBAN che ha gettato solide radici e che non mancherà di dare frutti importanti in futuro.”
Ecco il programma completo della rassegna:
Sabato 20 giugno, alle ore 21.30 in piazza XX Settembre,
MIKE MELILLO BOPCENTRIC TRIO
Mike Melillo– piano;
Massimo Moriconi - contrabbasso;
Giampaolo Ascolese– batteria.
Domenica 21 giugno, alle ore 21.00 in piazza XX Settembre,
KENNY WERNER TRIO,
Kenny Werner – piano;
Paolino Dalla Porta - basso;
Stefano Bagnoli – batteria.
Open: Giuseppe Delre sings Cole Porter.
Lunedì 22 giugno, alle ore 21.00 in piazza XX Settembre,
OMER AVITAL QUINTET
Itamar Borochov - tromba;
Matan Chapnitzka - sax;
Omer Klein - piano;
Omer Avital - basso;
Eric MC Pherson - batteria.
Open: Vito “Forthyto” Quaranta & Synerjazz.
Ingresso gratuito.
Luca Basso
A MOLA UNA STRUTTURA D’AVANGUARDIA PER LA CURA DELL’ALZHEIMER
Posted on giugno 16, 2009
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Venerdì 19 giugno, alle ore 19.00 presso la Residenza Sanitaria Assistita di Mola cerimonia di inaugurazione del modulo Alzheimer.
Interverranno:
Nichi Vendola, Presidente Regione Puglia;
Tommaso Fiore, Assessore Regionale alle politiche della Salute;
Elena Gentile, Assessore regionale alla Solidarietà;
Nico Berlen, Sindaco di Mola di Bari;
Antonio Refolo, Commissario Straordinario ISPE;
Lea Casentino, Direttore Generale ASL BA.
Il modulo, il terzo di questo tipo in provincia di Bari, è dotato di tutte le attrezzature più innovative per la cura di questa malattia. Esso prevede la possibilità di ricoverare fino a 14 pazienti affetti dalla forma più grave della malattia (demenza grave) e può contare su un ambiente attrezzato con suppellettili sicure e luoghi, come il giardino pensile, il giardino d’inverno e l’ampio salone delle attività, studiati apposta per ritardare il decadimento conoscitivo e la perdita della cognizione spaziale, sintomi che affliggono chi viene colpito dall’Alzheimer.
Determinante il ruolo giocato dall’Amministrazione Comunale per la realizzazione di questa struttura a Mola: “Un esempio chiaro di collaborazione positiva tra Amministrazione e Asl – ha detto il Sindaco Nico Berlen – che arricchisce la dotazione sanitaria presente nel nostro paese e produce frutti importanti per il bene della comunità. Ancora una volta Mola diventa punto di riferimento e di sostegno per tutto un comprensorio portando un contributo di serenità anche alle famiglie dei comuni vicini; per questo ringrazio l’Assessore Battista per la caparbietà con cui a seguito questo progetto fino alla sua felice realizzazione.”
“È un bel giorno per la nostra Mola e per tutti i paesi del circondario – ha detto l’Assessore ai rapporti istituzionali Francesco Battista – perché da oggi potremo contare su una struttura all’avanguardia nella regione e di straordinaria importanza per questo territorio. Il mio ringraziamento personale va al Presidente della Regione Vendola, all’attuale Assessore alla salute Fiore, al suo predecessore Alberto Tedesco, che ha seguito molto da vicino questa vicenda, al Dottor Refolo dell’ISPE e alla Dottoressa Casentino Direttore Generale ASL BA.”
Luca Basso
Il giorno del bavaglio
Posted on giugno 13, 2009
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Così muore la giustizia
Un’altra legge ad personam. Il Parlamento costretto ad avallare norme per tutelare le paure del premier in difficoltà. E con il blocco delle intercettazioni si elimina uno tra i principali strumenti di lotta contro il crimine

Con l’approvazione della legge le intercettazioni potranno essere chieste solo in caso di “evidenti indizi di colpevolezza”, non potranno superare il limite dei 60 giorni e non potranno essere pubblicate fino alla conclusione delle indagini preliminari. Sarà previsto il carcere dai 6 mesi a un anno per i giornalisti e il “via la toga” per il magistrato che rilascerà pubblicamente dichiarazioni sui procedimenti. Infine, accanto alle intercettazioni telefoniche e ambientali, il nuovo provvedimento metterà al bando anche l’utilizzo di videocamere.
Il Governo, per voce del ministro Alfano, ha difeso il “suo” progetto perché garantirebbe l’incolumità di molte persone che, estranee alle indagini, potrebbero essere coinvolte in un caso giudiziario per “colpa” della pubblicazione delle intercettazioni. In realtà è un affermazione sbagliata sia nel merito, sia nei fatti concreti. Anche se venisse considerato valido lo spirito con cui si bloccano le intercettazioni – la salvaguardia di innocenti -, la legge si spinge ben oltre superando quei limiti di ragionevolezza. Infatti le intercettazioni sarebbero fermate dal momento del reato fino al processo: praticamente per un anno almeno.
È perplesso anche Gaetano Pecorella, ex legale di Berlusconi e presidente della Commissione giustizia dal 2001 al 2006. In un intervista rilasciata al quotidiano La Stampa ha dichiarato: “volendo rispondere con una battuta si potrebbe dire che è difficile ammazzare un uomo morto”.
“La misura è colma” si legge nella lettera-appello presentata dal Pd insieme a Idv e Udc al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Le forze dell’opposizione si interrogano con fortissima preoccupazione sulla compatibilità di questo continuo ricorso alla fiducia con i principi costituzionali”.
Lanfranco Tenaglia, responsabile Giustizia del Pd, chede al “ministro Maroni di non fare il gioco delle tre carte. Hanno equiparato le video riprese alle intercettazioni, quindi per usarle servono gli stessi presupposti per usare le intercettazioni. Lui stesso e i deputati della lega in commissione giustizia avevano protestato per questo contribuito ad approvare all’unanimità un emendamento che limitava l’equiparazione alle sole videoriprese captative di conversazioni. Emendamento che poi non è stato volutamente inserito nel maxi emendamento. A questa maggioranza e a questo governo della sicurezza dei cittadini non importa un fico secco, è uno sporco imbroglio.
“L’on. Cota – ha continuato Tenaglia - o non ha capito o gli hanno spiegato male. Lui e il suo gruppo si accingono a votare la fiducia su un testo che equipara le video riprese alle intercettazioni telefoniche e quindi le rende inutilizzabili se non autorizzate preventivamente dal giudice. A questo punto, con questa norma, i sindaci della Lega, che hanno giustamente installato telecamere per prevenire i reati, possono tranquillamente trasferire le telecamere nei propri uffici perché saranno inutili e successivamente vedersi a casa le video cassette degli eventuali reati ripresi da quelle telecamere”.
“Dopo il voto di fiducia sulla legge che impedisce le intercettazioni, tutti gli italiani potranno finalmente capire che Pdl e Lega non hanno intenzione di disturbare il potere mafioso”. Lo ha dichiarato Laura Garavimi, capogruppo dei Democratici in commissione Antimafia. “Con le nuove norme si salva solo la facciata delle intercettazioni, ammesse ancora se una persona è indagata per mafia, ma nella sostanza si impedisce di mantenere efficace questo importante strumento impedendo di attivarle per tutti i reati considerati spia di interessi mafiosi (usura, spaccio, sfruttamento della prostituzione, estorsione, rapina, ricettazione, reati ambientali, incendi dolosi, reati economici) se non in presenza di evidenti indizi di colpevolezza. Insomma, non si potrà più scoprire se uno di questi reati è stato fatto da una cosca mafiosa. Sulla necessità di modificare questo punto, oggetto di allarme anche del Procuratore Antimafia, Piero Grasso, si era detto d’accordo il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ora accetta in silenzio ed obbediente le decisioni della maggioranza.”
“Il ddl intercettazione acceca i cosiddetti ‘occhi elettronici’ e mette a serio rischio la sicurezza dei cittadini perché limita in modo sconsiderato la possibilità di usare le intercettazioni nel corso delle indagini”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti ha commentato l’equiparazione delle riprese visive e audio visive alle intercettazioni telefoniche contenute nel ddl Alfano. “Lo scontro politico ‘Ghedini-Maroni’ ha prodotto un mostro giuridico che non tiene conto neanche delle perplessità del procuratore Antimafia, Pietro Grasso che avevano portato il comitato dei nove a votare la scorsa settimana una modifica per superare i problemi derivanti dalla equiparazione delle intercettazioni alle mere riprese visive. Nella redazione del maxi emendamento il governo non ne ha però tenuto conto per cui tutto ciò che sarà video ripreso senza l’autorizzazione preventiva – ha spiegato Ferranti - sarà inutilizzabile ai fini processuali. E così grazie al Governo anche in presenza di un filmato che riprende una rapina o uno stupro quella prova non potrà essere usata nei confronti dei malfattori. Siamo all’assurdo! Inoltre, dall’equiparazione delle videoriprese alle intercettazioni anche la polizia non potrà più predisporre un apparato di ripresa se non in presenza di ‘evidenti indizi di colpevolezza’ e di un’autorizzazione del Tribunale. Ovvero con molto ritardo rispetto al momento in cui si compie un reato. Insomma – ha concluso – con questo provvedimento il governo spunta le armi dello Stato nella lotta alla criminalità e vanifica lo sforzo degli amministratori locali e delle forze di polizia per sorvegliare i propri territori e per prevenire e reprimere i reati”.
Per Pina Picierno “non la crisi, non il problema dei precari o della sicurezza ancora una volta
l’interesse privato del presidente del Consiglio è l’unica vera emergenza di questo Governo. Ancora una volta si cerca confondere le acque facendo passare l’utile personale del presidente del Consiglio per l’interesse dei cittadini. Questa fiducia prosegue il progetto che punta a garantire la totale immunità del presidente del consiglio rispetto alla legge, nell’ottica del “legibus solutus” consona alle monarchie assolute piuttosto che ai sistemi democratici a cui appartiene il nostro paese. Un cammino iniziato con l’approvazione del lodo Alfano e del quale di cui non si vede ancora la fine.
“La scelta di porre la fiducia sul ddl sulle intercettazioni è l’ennesimo incosciente tentativo della maggioranza di difendere il premier a discapito del sistema giustizia”. Lo ha affermato Tonino Russo, vice segretario regionale del Pd siciliano e deputato nazionale. “Parlare di tutela della privacy dei cittadini è davvero un colpo basso: in questo modo si protegge solamente la criminalità organizzata. Mi stupisce – ha aggiunto Russo - che esponenti siciliani della maggioranza e del governo non capiscano che questa manovra è un favore alla mafia. Tutti questi pseudo paladini dell’antimafia facciano un esame di coscienza e pensino a quanti magistrati, uomini delle forze dell’ordine e cittadini hanno sacrificato la propria vita contro la mafia e per uno Stato che, adesso, li sta abbandonando”.
A.Dra
***
Ecco la lettera presentata a Giorgio Napolitano dal Pd, Idv e Udc
Signor Presidente,
in qualità di rappresentanti dei deputati dell’opposizione, ci rivolgiamo a Lei quale supremo garante della nostra Costituzione.
Intendiamo esprimerLe con forza il profondo disagio che sentiamo di fronte all’apposizione da parte del Governo della quindicesima fiducia, in questo ramo del Parlamento, in poco più di un anno di legislatura.
Il grave abuso di uno strumento che la Costituzione e la legge n.400 del 1988 circondano di particolari garanzie e che deve considerarsi per sua natura di carattere straordinario, non sfugge a chi segue il quotidiano evolversi dei lavori parlamentari.
La trasformazione di un istituto eccezionale nei rapporti Governo-Parlamento in un ordinario strumento di disciplina dei lavori parlamentari compromette pericolosamente l’equilibrio che la Costituzione disegna tra Governo e maggioranza e tra maggioranza e opposizione.
E’ in corso un processo di azzeramento del diritto di emendamento parlamentare, anche quando esercitato in forme contenute, di vanificazione delle norme regolamentari che prevedono il voto segreto sui temi costituzionalmente più delicati, di pratica pericolosamente estensiva dei maxiemendamenti che trasformano intere leggi in provvedimenti da votare acriticamente in blocco. Altre ancora sono le preoccupazioni se questo modo di “appropriazione” governativa dei pochi disegni di legge parlamentari, si somma ad un uso della decretazione di urgenza del tutto nuovo non tanto nella quantità, quanto nella qualità della normazione prodotta.
Poco più di due settimane orsono è stata posta per ben tre volte la questione di fiducia su un disegno di legge in materia di sicurezza ove risultavano disciplinati delicati profili attinenti ai diritti fondamentali, a questioni controverse in materia costituzionale, all’attuazione di norme comunitarie.
Oggi la fiducia viene posta sul disegno di legge in materia di intercettazioni. Il disegno di legge viene liquidato da un maxiemendamento del Governo dopo un normale confronto parlamentare e di fronte ad un numero assolutamente fisiologico di emendamenti per l’Aula e con tempi rigorosamente contingentati. Il dubbio legittimo è che il Governo usi impropriamente l’istituto della fiducia come strumento di controllo della propria “amplissima” maggioranza!
La materia ancora una volta è molto delicata. Il legislatore è chiamato ad un bilanciamento difficile tra le diverse esigenze costituzionali della giustizia e della persecuzione dei reati, della riservatezza dei cittadini e della fondamentale libertà di informazione. La proposta del governo manca clamorosamente questo obiettivo. A nostro parere, la norma che limita le intercettazioni all’esistenza di “evidenti indizi di colpevolezza” pregiudica il ricorso a questo strumento di indagine, con evidente pregiudizio delle indispensabili azioni di contrasto della criminalità da parte delle forze di polizia e della magistratura. Così pure il ruolo della libera stampa è compromesso nella perpetuazione dei diversi divieti di pubblicazione oltre il termine di durata del segreto investigativo e dalle sanzioni gravi per editori e giornalisti. Alcune norme modificano la legge sulla stampa e la recentissima legge (unanimemente approvata) sui servizi segreti, rendendo meno trasparente le necessarie attività di controllo.
Le forze di opposizione si interrogano con fortissima preoccupazione sulla compatibilità di questo continuo ricorso alla fiducia con i principi costituzionali.
Confidiamo, Signor Presidente, nel Suo intervento, nelle forme che riterrà opportune, per restituire pienezza di contenuti democratici al dibattito parlamentare sulle leggi.
Antonello Soro
Michele Vietti
Massimo Donadi
CELIACHIA, QUESTA SCONOSCIUTA: GIOVEDÌ A MOLA CONVEGNO SCIENTIFICO
Posted on giugno 9, 2009
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Giovedì 11 giugno, dalle ore 8.30, presso il Teatro Angioino di Mola di Bari, in via S. Pellico, l’ECM (Educazione Continua in Medicina), in collaborazione con Regione Puglia, Università di Bari, ASL BA, Comune di Mola di Bari e AIC Associazione Italiana Celiachia Puglia, organizza un convegno scientifico sulla celiachia rivolto ai medici di medicina generale, specialisti e ospedalieri, che si occupano delle malattie gastroenteriche.
Il convegno, sarà diviso in tre Sessioni con una Lettura Magistrale e vedrà la partecipazione di Autorità della Regione Puglia, della ASL, del Comune di Mola e dell’AIC PUGLIA, oltre a specialisti scientifici che parleranno dei vari aspetti e patologie della celiachia.
L’evento è inserito nell’ambieto de “I giovedì della gastroenterologia”.
Per informazioni, 3481698325.
L’AIC, Associazione Italiana Celiachia, Puglia – Onlus –promuove l’assistenza ai celiaci, intolleranti permanenti al glutine (sostanza proteica contenuta in alcuni cereali quali il frumento, l’orzo, la segale, il farro, il kamut, lo spelta, il criticale, ecc. ).
La celiachia è un’intolleranza ancora poco conosciuta nel nostro Paese: secondo le stime, in Italia colpisce oltre 75.000 persone, ma oltre mezzo milione sono gli italiani che non sanno di essere celiaci. Quest’ultimi continuano a nutrirsi con cibi proibiti per un celiaco, determinando la comparsa di alterazioni della mucosa dell’intestino, con conseguente difficoltà di assorbimento dei nutrienti contenuti negli alimenti. Non sempre infatti, la celiachia si presenta in maniera chiara e le manifestazioni possono essere diverse. Nella forma tipica (specialmente nei bambini) provoca vomito, perdita di peso, dolore e pancia gonfia, arresto dell’accrescimento, sensazione di costante debolezza, anemia (specie nelle donne), anoressia, irritabilità. Nella forma atipica, più frequente negli adulti, dove spesso si manifesta in maniera asintomatica (celiachia silente), importanti e qualche volta irreversibili sono le conseguenze determinate da una diagnosi tardiva: osteoporosi, infertilità, aborti ripetuti, bassa statura, cefalea, artrite reumatoide, diabete mellito, tiroidismo autoimmune, epilessia, crampi, formicolii, dermatite erpetiforme, tiroide, ecc..
In Puglia sono oltre 45.000 le persone colpite da celiachia, ma solo circa 5.000 lo sanno.
Per questo motivo, ormai da anni, l’AIC PUGLIA, ha attivato corsi per ristoranti, pizzerie, gelaterie, bed breakfast e pub, in modo da informarli e inserirli, sul sito internet e sul Net Work, in modo che i celiaci possono conoscere i locali dove nutrirsi senza problemi. In Puglia, grazie al lavoro svolto dall’AIC Puglia, guidata dal Presidente Regionale sig. Michele Calabrese, le strutture AIC Puglia informate sono: 166 tra ristoranti – pizzerie, hotel, agriturismo, pub, creperie e catering, 60 gelaterie, 2 bar – caffetterie, 11 bed & breakfast e 19 pasticcerie.
A Mola le persone colpite da celiachia sono oltre 450 ma solo 50 circa lo sanno. Per questo motivo il Coordinatore Provinciale di Bari e vicepresidente Regionale per l’AIC PUGLIA Vincenzo Ranieri, dal 1991 ha sensibilizzato in tutti modi la classe medica, le istituzioni e l’opinione pubblica.
I risultati, di questa sensibilizzazione, oggi sono ben visibili: infatti anche per i celiaci di Mola (e non solo), è possibile mangiare senza glutine a Mola, in quanto l’AIC Puglia, ha completato dei corsi di informazione ad alcuni esercenti locali, che hanno manifestato la loro volontà di aderire al Net Work dell’AIC.
Mola è oggi una città a portata di celiaci, e il programma futuro è ancora più ambizioso, in quanto si sta cercando di creare una rete di quei prodotti ancora mancanti.
Luca Basso
“I GIOVEDI’ DELLA GASTROENTEROLOGIA”
CONVEGNO SULLA CELIACHIA
PROGRAMMA
08.30 – 09.00 Registrazione partecipanti e consegna questionari
09.00 -09.30 Saluto Autorità Sig. Presidente Regione Puglia
Sig. Sindaco di Mola di Bari
Sig. Direttore Generale ASL BARI
Sig. Presidente AIC Puglia
I SESSIONE
Presidente Prof. Antonio Francavilla Moderatori Prof.ssa D. De Vito - Prof. A. Di Leo
09.30-09.45 Epidemiologia ed eziopatogenesi Prof.ssa C. Amoruso
09.45-10.00 Genetica dr M. Gentile
10.00-10.15 Aspetti anatomopatologici dr.ssa L Fucci
10.15-10.30 Il laboratorio dr. E. Adorisio
10.30-10.45 La clinica in età pediatrica dr R. Francavilla
10.45-11.00 La clinica nell’adulto Prof.ssa C. Ciacci
Discussione 10 min
II SESSIONE
Moderatori Prof.ssa C. Ciacci - Dr A. De Santis
11.10-11.25 Il metabolismo osteocalcico dr G. Cappiello
11.25-11.40 Le patologie autoimmuni correlate Prof. E.Tafaro
11.40-11.55 Patologia neuro-psichiatrica correlata dr A. Sgaramella
11.55-12.10 Patologia riproduttiva dr G. Volpe
Discussione 10 min.
12.20-13.00 LETTURA MAGISTRALE
“La celiachia : “ CERTEZZE” – “DUBBI”- “PROSPETTIVE FUTURE? ”
Prof. Giovanni Gasbarrini
III SESSIONE
Moderatori Prof. R. Assisi - Dr V. Lorusso
15.00-15.10 Preparati Commerciali per i celiaci dr.ssa F. Pastore
15.10-15.20 La Dieta del celiaco dr F. Gentile
15.20-15.30 Il ruolo dell’endoscopia nel Follow-up dr D. Iannuzziello
15.30-15-40 Attività fisica e Celiachia dr. D. Sinesi
15.40-15.50 Aspetti Legislativi dr. D. Gaudiuso
15.50-16.00 I Problemi sociali dr.ssa L.Di Lorenzo
16.00-16.10 Il ruolo della comunicazione sig. D. Ciccarese
16.10-16.20 Il Ruolo dell ‘Associazione Sig. M. Calabrese
16.20-17.00 DIBATTITO CON IL PUBBLICO
17.00 Ritiro questionari e chiusura dei lavori.
GIOVEDÌ A MOLA RAFFAELE CANTONE “SOLO PER GIUSTIZIA”
Posted on giugno 9, 2009
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Giovedì 11 Giugno alle ore 20.30 presso la sala Ricevimenti ReMare a Mola di Bari, il Presidio del Libro di Mola di Bari in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Mola, il Culture Club Cafè e l’Associazione Italo Calvino
presenta
Solo per giustizia
di
Raffaele Cantone Ed. Mondadori
Interverranno:
Raffaele Cantone, Magistrato e Autore;
Annamaria Minunno, giornalista di AntennaSud;
Annella Andriani, responsabile Presidio del Libro e dell’associazione Italo Calvino di Mola di Bari.
Ingresso libero. Info: Culture Club Café, Via C. Colombo 70, Mola.
Tel. 0804737228, www.cultureclubcafe.net
Importante : confermare presenza via email o telefonicamente.
Il libro:
Per quasi 10 anni il pubblico ministero Raffaele Cantone è stato il numero uno dell’antimafia napoletana. La sua è una storia bellissima nella sua terribile semplicità: diventa magistrato non perché spinto da qualche sacro furore, ma per molto di meno o – forse – per molto di più. Perché è una persona coerente, un uomo tranquillo ma tutto d’un pezzo che amerebbe dedicarsi ai suoi studi ma si trova a vivere in una zona dove la camorra è egemone. Si trova assegnato all’antimafia non per particolare attitudine alla lotta ai clan, ma perché conosce bene il diritto. Scopre gli affari più grossi, il cemento, gli investimenti a Roma (e il progetto di assassinare Roberto Saviano). A sua volta scopre di essere obiettivo di alcuni boss. Passa 10 anni in prima linea, vivendo sotto scorta. La sua vita familiare resta sconvolta: non può più andare al cinema, al ristorante allo stadio con la moglie e con i figli, non può muoversi se non con alcuni angeli custodi armati. Questo libro è la sua storia, semplice, angosciosa, comune e terribile. Le indagini, sempre più approfondite e pericolose, le persone per bene con cui ha lavorato, le persone disoneste che hanno cercato di ostacolarlo o di eliminarlo. L’universo quotidiano fatto di rischi, di encomi pubblici, di calunnie, di traffici internazionali e di miserie locali.
L’autore: Raffaele Cantone, nato a Napoli nel 1963, è stato Sostituto Procuratore a Napoli, dal 1999 alla Direzione Distrettuale Antimafia, attualmente è magistrato presso il Massimario della Cassazione. Nelle ultime tre legislature è stato consulente della Commissione parlamentare antimafia. Ha scritto numerosi articoli su riviste di diritto. Collabora con il giornale “Il Mattino”.
Luca Basso
Per l’Italia siamo la speranza
Posted on giugno 4, 2009
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In un appello pubblicato sulla pagina dei suoi sostenitori su Facebook e su PdNetwork l’ex segretario del PD invita a votare Partito Democratico.
Pubblichiamo il testo:
Per questo nostro grande e sfortunato paese il Partito Democratico è la principale speranza. Non è solo il mondo a guardarci con preoccupazione e disagio. E’ la sensazione che vive ciascun italiano, chiunque ami davvero la sua Patria. E’ capitato molte volte nella storia di questo paese che a questa coscienza non si accompagnassero comportamenti elettorali conseguenti. E così si sono vissute stagioni politiche che, specie nelle loro fasi conclusive, hanno prodotto crisi profonde. Crisi sociali e crisi del modo di pensare. Spesso una eclisse di quei valori: Il senso di solidarietà, la rettitudine, il talento, l’operosità, la generosità individuale e collettiva che hanno accompagnato i momenti migliori della nostra storia nazionale, a cominciare dalla ricostruzione.
Una società fondata sull’egoismo è una società violenta. La destra sta edificando un paese violento. Violenza reale, mai così diffusa. E violenza nei rapporti tra le persone. Il paese è tornato a vivere nell’odio e la frantumazione di ogni rete di relazione – tra giovani e anziani, tra italiani e immigrati, tra deboli e forti, tra Nord e Sud – spezza l’anima migliore della nostra Italia.
Non so quanto tempo ci vorrà, ogni giorno che passa così è un giorno perduto per le nuove generazioni, ma il paese girerà pagina. E quando lo farà dovrà trovare il riformismo, ciò che ha conosciuto a sprazzi, ciò che è stato sempre interrotto da reazioni e conservatorismi. Il riformismo, come quello che mostra il suo volto, nel disegno di un mondo nuovo di Barack Obama.
Il riformismo, l’unica soluzione perché questo paese ritrovi le virtù civili e il senso di giustizia che oggi appaiono sepolte. Ma il riformismo non è una etichetta falsificabile. Il riformismo è coerenza, è coraggio del cambiamento, è sfida ad un vecchio mondo. Ed è, soprattutto, una grande strategia. Un progetto politico che deve vivere nella società, che ha bisogno per affermarsi di essere coltivato con amore e disinteresse da parte di tutti.
Il riformismo può e deve essere la speranza per un paese che acquisisca progressivamente consapevolezza della devastazione prodotta da un lungo ciclo della destra.
Dopo quasi dieci anni di governo, più di Reagan e della Thatcher, senza aver conosciuto riforme importanti il paese avrebbe ora bisogno di una stagione di ripresa, di serenità, di legalità e di diritti. Avrebbe bisogno di un patto tra produttori per garantire la crescita e il lavoro. Avrebbe bisogno di politici capaci di mettere al primo posto gli interessi generali e, così, di riformare insieme le istituzioni e renderle ciò che oggi non riescono ad essere fino in fondo: moderne, efficienti, espressione della democrazia del nuovo secolo.
Per questo il voto al Partito Democratico è essenziale. Nessuna demagogia porterà il paese fuori da questo tunnel. Solo il riformismo salverà l’Italia e la terrà saldamente agganciata all’ Europa. Un voto perso al PD rallenta questo possibile e urgente sbocco della crisi italiana.
Libertà di rete. Libertà di software
Posted on maggio 29, 2009
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Le proposte del PD per la neutralità della rete
“Garantire l’accesso neutrale a Internet; rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso alle reti di comunicazione dei cittadini che versano in condizioni di disabilità, disagio economico, sociale e diversità culturale; sviluppare l’uso del software libero nella pubblica amministrazione; diffondere le nuove tecnologie nel sistema delle imprese”. Francesco Verducci, responsabile della comunicazione online del PD, nell’introdurre il convegno “Libertà di rete. Libertà di software” elenca i punti principali del disegno di legge dei senatori democratici Vincenzo Vita e Luigi Vimercati. Un progetto di legge che non intende limitare la Rete, ma anzi vuole proteggerla e promuoverla.
”Questo non è un testo, è un pretesto, abbiamo la volontà di continuare su questa strada e questi argomenti – esordisce Vita - perché la Rete può essere considerata una metafora di un’idea diversa di sviluppo. Vogliamo rispondere all’ipotesi censoria che sta riaffiorando nel dibattito politico non solo con un ‘no’, ma anche con una proposta”. Il disegno di legge di Vita e Vimercati tiene conto del dibattito sulla neutralità di Internet, su cui fino ad ora si e’ retta la Rete, che rischia di essere messa in discussione. ”Non so le ipotesi censorie che seguito avranno in Italia - aggiunge Vita - ma la bocciatura della Francia e’ un segnale che i conservatori dovrebbero recepire. Questa e’ un’occasione per ricostruire un dialogo culturale, abbiamo l’ambizione di confrontarci in Parlamento con questa maggioranza”.
Un confronto che però deve essere consapevole della risorsa straordinaria rappresentata da Internet, sostiene il responsabile Comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni, e che eviti, come accaduto recentemente in Francia, di “scegliere delle regole punitive, seppur con nobili fini come arginare fenomeni criminali”.
“La proposta del Pd - spiega Gentiloni - punta a valorizzare la grande risorsa di internet e a dire no ai tentativi di volerla limitare”.
L’iniziativa dei democratici arriva dopo la recente bocciatura della proposta di legge francese sulla ‘protezione dei diritti su Internet’ e la presentazione negli Usa di una proposta di legge che consente al presidente, per garantire la sicurezza delle infrastrutture di rete, di dichiarare lo stato di emergenza nazionale anche in materia di sicurezza informatica e di intervenire sul traffico Internet rallentandolo o addirittura bloccandolo, giudicati due esempi emblematici del clima che si va creando intorno a Internet, anche nel libero occidente. E sono, soprattutto, due esempi che dimostrano come si stia assumendo un atteggiamento puramente “protezionista” che non affronta i temi cruciali per il corretto sviluppo e la democratica utilizzazione delle potenzialità della rete.
Al convegno promosso dal Pd sono intervenuti esperti, blogger, esponenti delle istituzioni e di associazioni del settore che hanno contribuito, anche on line, alla discussione avviata da Vita e Vimercati. Molti i suggerimenti arrivati durante le tre ore del dibattito. Da chi, come Loredana Lipperini, suggerisce di “far crescere la consapevolezza” della Rete, informando dei suoi pregi, nonché dei suoi pericoli; a chi, come Sara Bentivegna, affronta il nodo fondamentale del digital divide, o ancora chi, come Stefano Quintarelli, ricorda l’approccio “realista” del disegno di legge che considera la libertà degli utenti ma non dimentica le imprese che con e su internet hanno creato il loro business.
Le proposte, i suggerimenti e le critiche raccolte andranno ad aggiungersi alla discussione in rete e la legge presentata continuerà il suo percorso attraverso nuove modifiche e suggerimenti arrivati dal web, magari attraverso un wiki. Una soluzione che permette al disegno di legge per la Rete di essere figlio anche, e soprattutto, della Rete e dunque di tutti coloro che ogni giorno la rendono viva e attiva. Una soluzione che pemetta di giungere ad una legge che promuova internet, senza averne paura, senza ritrosie. Perché, come ha detto Alberto Castelvecchi, editore e blogger de “Il Cannocchiale”, “non si può mettere limiti alla nuova civiltà della conversazione”.
*in allegato il disegno di legge Vita-Vimercati
G.R.
Proposta di legge Vita-Vimercati (Documento ZIP )
De Gennaro incontra le attività produttive Molesi
Posted on maggio 29, 2009
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Oggi venerdì 29 Maggio 2009, alle ore 16.30 presso il pub “PG” in Via Lungara Porto, il candidato al Parlamento europeo nella circoscrizione Sud per la lista del Partito Democratico Gerardo De Gennaro incontrerà il settore delle attività produttive di Mola di Bari.
La cittadinanza è invitata.
“CANTIERI METROPOLITANI” IN MOSTRA A BARI: ANCHE MOLA PROTAGONISTA
Posted on maggio 28, 2009
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Lunedì 25 maggio, a Bari, presentazione della mostra dei progetti del Piano Strategico “Cantieri metropolitani”.
“Cantieri metropolitani” è l’insieme degli interventi strutturali per lo sviluppo del territorio previsti nell’ambito del piano strategico dell’Area Metropolitana di Bari.
Gli interventi a rete, bene illustrati dalla mostra, interesseranno tutto il comprensorio dei 31 Comuni della Metropoli Terra di Bari, e riguarderanno: mobilità sostenibile, risorse naturali, filiera conoscenza-ricerca-innovazione-impresa, promozione del turismo, promozione dell’industria creativa e degli spazi culturali, valorizzazione della città storica e della costa, società inclusiva, accessibile e sicura.
In molti di questi progetti il Comune di Mola di Bari gioca un ruolo importante.
Il vicesindaco di Mola di Bari Giuseppe De Silvio, presente all’inaugurazione della mostra, osserva: “Grazie al grande lavoro fatto in questi ultimi anni dall’Amministrazione Comunale, Mola si siede al tavolo di questa grande avventura con una buona autorevolezza.
Lavorare in rete con altri soggetti è sicuramente il modo migliore per arrivare a uno sviluppo equilibrato e sereno del territorio; la nostra Amministrazione può mettere a disposizione di Bari 2015 una consolidata esperienza progettuale e una chiara specificità territoriale.
Dei tanti ambiti del piano strategico in cui potremo giocare un ruolo importante mi preme segnalarne due: la realizzazione del nuovo mercato ittico e le azioni di sostegno al turismo.
Con la realizzazione del nuovo mercato ittico, prevista dal piano di valorizzazione del fronte a mare storico, gli operatori molesi avranno a disposizione una struttura moderna molto più funzionale dell’attuale e in grado di rappresentare un importante impulso positivo per questo fondamentale comparto della nostra economia.
Strettamente legata alla promozione della nostra pesca, è poi la questione turistica: il piano strategico include Mola nella lista delle cosiddette “sei perle del Mediterraneo” (con Molfetta, Giovinazzo, Bari (con due siti) e Polignano). Un percorso che consentirà la valorizzazione e la promozione internazionale del frontemare di Bohigas e del castello angioino. Con questo importante stimolo l’industria turistica molese, già oggi assai promettente, potrebbe rappresentare un settore trainante per lo sviluppo del nostro paese.”
Le immagini della mostra e dei progetti per la Metropoli si possono scaricare al link www.ba2015.org/portal/page/portal/pianostrategico/FOTO .
La mostra resterà in piazza del Ferrarese fino al 2 giugno e si potrà visitare dalle ore 10 alle 24.
Luca Basso
C’È L’OK DELL’ARPA PUGLIA: TUTTE BALENABILI LE SPIAGGE DI MOLA
Posted on maggio 28, 2009
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Le acque di Mola sono idonee alla balneazione.
È quanto emerge dai dati elaborati dall’ARPA (Agenzia Regionale Protezione e Ambiente) della Puglia.
La qualità delle acque di balneazione dei tratti di mare analizzati dall’ARPA Puglia può essere desunta direttamente da internet e in tempo reale.
Dal sito web dell’Agenzia Regionale ( http://www.arpa.puglia.it/include/default.asp?conta=Si ) è possibile trovare le informazioni su tutti i punti campionati: date, condizioni meteo, parametri chimici e fisici dell’acqua analizzata, giudizio di idoneità alla balneazione.
L’ultimo prelievo di cui sono disponibili i dati risale al 4 maggio scorso.
Un risultato molto positivo dovuto anche alla realizzazione di importanti opere infrastrutturali realizzate negli ultimi anni dal Comune, come l’incanalamento delle acque reflue del depuratore di Conversano nella condotta sottomarina, che consente la balneazione in zona di Cala delle Alghe, e l’ intervento sulla rete fognaria nella zona di Cozze, che ha migliorato la qualità delle acque nella principale località balneare molese.
Grazie al nuovo Frontemare realizzato nell’ambito del PIC URBAN 2, e alle opere interrate previste dal progetto, inoltre, verrà presto definitivamente sistemata anche la situazione nella zona ancora problematica in territorio molese; quella della rotonda di fronte all’ex baby park: grazie a rifacimento della rete fognaria in quella zona anche quel tratto di costa dovrebbe divenire balenabile.
“Notizie belle e significative come questa” ha detto il Sindaco Nico Berlen ” non arrivano per caso, ma sono il risultato di un impegno costante e di un ‘azione amministrativa intensa e coerente, sempre attenta a conciliare sviluppo e qualità della vita e sempre sostenuta dal senso civico dei nostri cittadini. Voglio sottolineare infine come, tra i tanti benefici che il PIC Urban 2 ha portato a Mola ci sia anche, non ultimo, il miglioramento della qualità del nostro mare.”
“La qualità delle acque di balneazione ” ha commentato l’Assessore all’ecologia del Comune di Mola Pietro Santamaria - è sicuramente migliorata negli ultimi anni grazie a una serie di infrastrutture realizzate da questa Amministrazione. Questo dato si aggiunge ai buoni risultati che stiamo conseguendo per la raccolta differenziata e per la gestione del verde. Stiamo lavorando tanto per l’ambiente.”
Luca Basso
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